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Queste
sono tutte le cosiddette lavorazioni "a macchina ". A
questo punto deve intervenire la sapiente mano
dell’artigiano in almeno altre 90 (e sono in difetto)
lavorazioni successive. Fra queste, su cui non mi
dilungherò più di tanto per non tediare eccessivamente i
lettori, ne vanno però ricordate alcune. Innanzi tutto
una raspatura manuale per arrotondare la base del
fornello raccordandola alla canna: è inutile
sottolineare che ci vogliono un’estrema precisione ed
una grande sensibilità.

Ci sono poi la
scelta del bocchino ed il relativo montaggio, la
pulitura, cioè la levigatura della superficie esterna
della pipa, e la messa in pari fra canna e bocchino.
Tutte le operazioni di pulitura vengono ripetute molte
volte con carte vetrate sempre più sottili, al fine di
rendere la superficie delle pipe perfettamente liscia. A
dimostrazione di quanto affermato valga questo esempio:
una qualsiasi pipa Savinelli in un modello predefinito è
leggermente diversa da un’altra nello stesso modello
della medesima serie. Infatti, tutti questi processi
manuali fanno sì che il bocchino di una pipa non si
raccordi perfettamente alla canna di qualsiasi altra
pipa dello stesso modello.

A questo punto la pipa deve essere colorata. Alla
Savinelli si utilizzano per queste operazione solo
prodotti naturali, che vengono applicati manualmente e
tolti mediante delle speciali ventole. Infatti, non
esiste il "colore" predefinito, ma vari colori, che
sapientemente utilizzati, consentono alla venatura
della radica di risaltare al meglio.Vi sono poi diverse
cerature che danno alla pipa, tra l’altro, una
omogeneità al tatto tipica solo dei prodotti di qualità.
L’ultima lavorazione che voglio ricordare è la
verniciatura, anche se in realtà viene eseguita
prima di alcune " cerature". In questo caso esistono
delle notevoli differenze fra produttore e produttore.
La "verniciatura " è la lavorazione con cui si rende la
pipa lucida, fissando allo stesso tempo i colori
precedentemente utilizzati. Spesso purtroppo viene usata
una vernice trasparente spruzzata sulla pipa, che
nasconde le imperfezioni e le stuccature, ma ha il
terribile difetto di non lasciar "respirare" il
legno. Alla Savinelli ed in poche altre aziende per
rendere lucida la superficie della pipa la si "passa"
con un prodotto di origine naturale, che non nomino (non
posso svelare tutti i nostri segreti!).Questo
procedimento ha lo svantaggio di non occultare i piccoli
difetti estetici della radica, anzi spesso li evidenzia,
ma presenta l’impagabile pregio di lasciar traspirare il
legno, rendendo così la fumata piacevole e naturale.
Spero a questo punto di aver chiarito perché sostengo
che alla Savinelli anche le cosiddette pipe fatte a
"macchina" sono in realtà eseguite a mano.

Una volta esaurito questo argomento è il caso di parlare
di radica. Essa si acquista o in abbozzi o in placche.
Queste ultime generalmente sono di dimensioni maggiori e
con una "fiammatura" migliore, in quanto vengono
ritagliate solo dalla parte esterna del ciocco che è la
più vecchia (il cuore invece è la parte più giovane e
meno venata: le piante, crescono dall’interno verso
l’esterno e non viceversa).
Gli abbozzi invece
sono di due tipi diversi: il marsigliese (per pipe
dritte) ed il rilevato (generalmente per quelle curve).
Ne esistono di qualità differenti, convenzionalmente
chiamate extra-extra, extra, prima, misto e seconda.
Alla Savinelli utilizziamo solo abbozzi di tipo
extra-extra, che sono i migliori. Non si deve però
pensare che gli abbozzi siano necessariamente poco
venati, anzi a volte se ne trovano alcuni di incredibile
bellezza. Il giudizio però può essere dato solo a pipa
finita e non prima.

La cosa più importante è un'altra non è assolutamente
vero che per le pipe svasate di forma predefinita non si
usino le placche, in quanto buona parte della nostra
produzione usa placche scelte pezzo per pezzo anche per
questa tipologia di prodotto. La scelta delle placche
viene effettuata dopo la" sbiancatura", operazione che
serve a rendere maggiormente visibile la venatura del
legno e la presenza di eventuali difetti. Ciò però non
rappresenta la garanzia del fatto che durante la
lavorazione non appaiano piccole imperfezioni e, a
questo punto, noi produttori ci vorremmo sparare…….!
Altro processo fondamentale per la materia prima è
l’essiccazione, che deve essere lenta, lunga (per almeno
due anni) e totalmente naturale, cioè senza forzature
(tipo forni ad aria calda, ecc.), che potrebbero
alterare l’integrità del legno.

Mi permetto di aggiungere che una bella pipa fiammata
totalmente priva di difetti è sicuramente un capolavoro,
ma dei piccoli punti neri o alcune piccole stuccature
non influiscono assolutamente sulla qualità della
fumata. E sfido chiunque a dimostrare il contrario!
Senza nulla togliere alle pipe di forma libera quando
capita una pipa con modello predefinito fiammata e senza
difetti ci si trova di fronte a qualcosa di unico e
preziosissimo, in una pipa di forma libera si può sempre
intervenire correggendo leggermente (con ovvie
limitazioni) la linea mentre nel primo caso è la natura
che ci dona un pezzo perfetto; le probabilità sono
infinitamente minori. Vorrei concludere suggerendo a chi
mi legge di valutare le pipe dal punto di vista tecnico
e non solo estetico: una bella fiammata forata male
fumerà male. Esistono caratteristiche tecniche che
vengono acquisite solo dopo una lunga esperienza e da
cui non si può prescindere.
Alla Savinelli siamo
particolarmente attenti anche a questi particolari.
Giancarlo Savinelli
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